Giulio Rigoni | Biography
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Born in Rome, 1976.
Lives and works in Rome.

 

SOLO EXHIBITION
2017   Rome, rêve et réalité, Pavè d’Orsay, Paris
2015   Meraviglie, Mamaart Gallery, Rome
2015   Contemporary Renaissance #2, Giudecca 795 Art Gallery, Venice
2014   Segnali sul Lago, 50 e Più ONG, Lago Maggiore
2014   Contemporary Renaissance, Giudecca 795 Art Gallery, Venice
2014   Dakart 2014, Dakar Biennale, Dakar
2013   Art@Hilton, Giudecca 795 Art Gallery, Venice
2013   Té con l’artista, Roma&Roma, Rome
2013   Le Nozze, Opera Unica Gallery, Rome
2011   Room for Surprise, Stephen Score Art Gallery, Boston

SELECTED GROUP EXHIBITIONS
2017  Quintessenza, Palazzo Costanzi, Trieste
2016   Oscar Wilde, RvB Arts, Rome
2016   BIAS Biennale Arte Sacra, Palermo
2016   Oltre i Libri, Biblioteca Angelica, Rome
2015   Alice in Wonderland, RvB Arts, Rome
2015   CIBO, Emporio Liberarti, Trieste
2015   SpaziOfficina, Castello, Capalbio
2013   Oh, make me a mask!, Emporio Liberarti, Trieste
2012   Lineas, Don Chisciotte Gallery, Rome

OPERE PRECEDENTI  CATALOGO  PDF

 

Giulio Rigoni nasce a Roma nel 1976. Terminati gli studi in Storia dell’Arte, si trasferisce a Londra e solo dopo alcuni anni decide di tornare in Italia dove intraprende la carriera d’artista. Vive e lavora a Roma.

Dal punto di vista tecnico la sua attenzione si concentra inizialmente su l’utilizzo di un metodo cosiddetto “antico”: una minuziosa pittura ad olio su legno con ampie decorazioni in foglia d’oro. Solo successivamente la sua arte si allarga a nuovi materiali come carta, ottone e tessuto, nelle possibilità che questi offrono nel creare suggestioni artistiche sempre nuove.

Nella ricerca di equilibrio tra estetica classica e modo di concepire le immagini in chiave contemporanea, la sua arte si carica di mezzi espressivi più diversi, spesso incantati, sospesi in atmosfere che ci suggeriscono tempi mitici, lasciando allo spettatore il compito di decodificarne il linguaggio secondo una interpretazione personale. L’arte chiede così all’uomo contemporaneo lo sforzo di salvaguardare la poesia dell’esperienza del mistero ricercando in se stesso le corde sentimentali più appropriate.

 

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Il lavoro di Giulio Rigoni ci trasporta in uno spazio tempo mitico costituito da bidimensionalità che diventano scenografie.

L’apparente immobilità dei volti, delle scene epiche e dei giardini alla francese, sempre sottilmente asimmetrici, muove dalla sobrietà spiritualistica e ordinata della pittura tardo-medioevale. I piani prospettici si aprono, come wunderkammer, su stupefacenti scorci fiabeschi.

La luce è chiara e definita: l’universo cromatico pre-sintetico si fonda sul calore dei colori primari. Mentre le oscurità sono dense e riposanti, mistiche quando si vestono d’oro. L’artista usa un linguaggio pittorico codificato fatto di eleganza ed equilibrio attraverso il quale traspare, come un universo sbirciato dal buco di una serratura, un serbatoio immaginifico ricco di personaggi fenomenali.

L’allegoria è il tema ricorrente di un disegno che racconta storie. I personaggi e gli oggetti senzienti, usciti tutti dal caleidoscopio di un’età dell’oro immaginaria, stabiliscono una conversazione silente.

Nuvole, navi, torri e animali fantastici ci appaiono intenti in un minuetto semi-serio dove alla rappresentazione naturalistica si preferisce un’idealizzazione platonica. Lo spazio volutamente statico ma spaesante invita l’osservatore a slittare verso una dimensione alta ed interiore. In questo mondo di Oz, c’è chi stringe una nuvola come una spugna.

C’è lo spazio intimo di un minuzioso dettaglio ma anche quello onirico di un cavallo quasi chagalliano.

C’è una natura morta dai risvolti mitologici ma anche una dimensione fanciullesca e piacevolmente ludica. L’artista si rivolge al fruitore affinché goda della bellezza dell’opera e ne percepisca le atmosfere o il sentimento, in un moto sorridente ed ispirato, senza necessariamente decodificarne il linguaggio.

Giada Saint Amour di Chanaz